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NO al Love Boy Day

12 giugno 2009


Si chiama Love Boy Day, la giornata internazionale dell’orgoglio pedofilo, che si celebra il 27 giugno.

Non è possibile che un popolo libero, fiero della sua storia e delle sue tradizioni possa permettere di festeggiare uno dei peggiori reati che essere umano possa compiere e che sicuramente vincerebbe ogni classifca nella categoria dei crimini repellenti e osceni.
Ma nonostante questo si celebra ogni anno l’orgoglio di essere pedofili, accendendo una candela azzurra per ricordare i pedofili incarcerati perchè “vittime di discriminazioni e di leggi ingiustamente restrittive”

Ritengo che sia un dovere civico e morale per tutte le persone normali e sane di mente di fare qualcosa che vada nella direzione opposta, Alexsandra.it vuole esprimere pubblicamente il proprio sdegno e disprezzo per queste persone, il loro orgoglio alla “bestialità” deve essere fermato, ma ciò che colpisce di più non è solo l’efferatezza dell’abuso, ma la sfacciataggine, la spavalderia e l’arroganza con cui si presentano sul panorama del web a promuovere questa loro deviazione e si raccontano, nei loro siti e blog lasciati impunemente on-line, di quanto sia bello far l’amore con i bambini

Internet è un grande strumento di libertà, di comunicazione e di aggregazione ma viene usato dai pedofili di tutto il mondo per tenersi in contatto, e in questo mondo virtuale vogliono essere lasciati liberi di “amare” chiunque a prescindere dall’età, vogliono dimostrare che sono persone normali e bene integrate nella società, per questo si sono creati il loro spazio in siti e blog per scambiarsi opinioni, materiale pedopornografico e magari anche farci vedere scene romantiche fra adulti e bambini sorridenti.

Questi predatori vogliono aumentare la loro visibilità, e i loro sostenitori marciano e predicano a favore della loro specie, una specie che non sazia degli abusi perpretati hanno ancora più bisogno di festeggiare il proprio deviato IO, è tempo di ripristinare i diritti dei fanciulli, primo di tutti quello di essere bambini e vivere la loro giovinezza con serenità e non traumatizzati da un’orco che distrugge inevitabilmente la loro infanzia.

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Naomi : Filtro per la navigazione

19 maggio 2009

Filtro Internet per una navigazione sicura dei minori

Naomi è un filtro avanzato per internet, facile da usare e completamente gratuito, rivolto alle famiglie e pensato in particolare per i bambini.

Naomi è in grado di monitorare costantemente la connessione a internet, proteggendo i più piccoli dal materiale non adatto a loro come contenuti osceni o violenti, pornografia, pedofilia ed erotismo sotto forma di immagini o testi, siti che promuovono l’uso di droghe, gioco d’azzardo, terrorismo, incitazioni all’odio, occultismo, sette, blasfemia, ecc.

Il filtro non si basa su una semplice lista di siti da bloccare, e da dover sempre aggiornare, ma esamina in tempo reale tutti i dati trasmessi e ricevuti da internet attraverso applicazioni come browser web, programmi di chat, lettori di news, e simili.

Le principali caratteristiche della tecnologia di filtraggio di Naomi sono le seguenti:

  • Analisi euristica in grado di riconoscere automaticamente nuovo materiale.
  • Analisi semantica del contenuto delle pagine web visitate e dei loro indirizzi e collegamenti.
  • Riconoscimento di tutte le principali lingue (10+).
  • Riconoscimento delle etichette ICRA per il web.
  • Il monitoraggio non è limitato ai siti web, ma si estende all’intero traffico internet.
  • Funziona con qualunque tipo di software per internet, e non ne modifica le impostazioni.
  • Consente di bloccare le applicazione di file-sharing.
  • Protezione con password scelta dall’utente in fase di installazione.
  • Facile da usare: non richiede alcuna configurazione.
  • Utilizzabile anche su connessioni lente; non effettua alcuno scaricamento di file in background.

Troverete la guida completa per l’installazione a questo link -> Naomi

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Chi è il Pedofilo

4 maggio 2009

Premessa

I pedofili non hanno una identità definita, possono appartenere a qualsiasi cultura, estrazione sociale, o stato civile, possono essere persone single o persone sposate, essere di una certa età oppure giovanissimi, alcuni di loro preferiscono i bambini, altri le bambine. In breve, la pedofilia è una malattia che non discrimina né razzialmente, né sessualmente, né socialmente.
Nonostante questo, possiamo dire che molti pedofili condividono alcuni comportamenti, la maggior parte di loro sono di sesso maschile, soltanto una piccola percentuale di donne abusano dei bambini, e quando lo fanno solitamente cooperano con un agressore maschile.

Definizione

Sono pochissimi i pedofili in grado di resistere al bisogno di avere un contatto con i bambini, perciò molti di loro cercano di guadagnare una certa autorità su questi, cercano lavori che possano permettere loro questo rapporto, oppure cercano di entrare in contatto coi bambini di “amici” o parenti, dimostrando premura e interesse per le loro attività

Da molti studi psichiatrici effettuati da diversi esponenti ed istituzioni che hanno studiato il fenomeno il pedofilo è stato definito come una persona malata, ma anche se è affetto da una patologia, non è certamente una giustificazione alle sue azioni o vuole essere un espediente per sollevarlo dalle sue responsabilità.
Infatti e’ perfettamente cosciente di intendere e volere ed è altrettanto consapevole della sua “tendenza” e dei danni che può arrecare a persone innocenti, questa consapevolezza che ha, dal punto di vista legale lo pone sullo stesso piano di un criminale

Il pedofilo è sessualmente attratto dai bambini, viene attratto dalla debolezza e fragilità che il bambino rappresenta e questo lo fa sentire forte ed esalta la possibilità di portare a compimento i propri atti di depravazione sessuale ai loro danni, questi atti di depravazione sessuale variano dallo spogliare il bambino e a guardarlo, spogliarsi a loro volta, costringere il bambino ad assistere ad atti sessuali, ad accarezzarlo etc.. inoltre certi pedofili possono avere atteggiamenti diversi, questo varia dalla loro personalità, e per soddisfare i suoi depravati desideri possono usare anche la violenza ed arrivare a seviziare, stuprare e a volte anche ad uccidere il bambino sottoponendolo a pratiche sessuali di etrema violenza.

Possiamo certamente affermare che dal punto di vista sociale il pedofilo e’ un pericolo per tutti i nostri bambini, troppo spesso leggiamo sui giornali o vediamo in televisione fatti di cronaca che hanno come protagonisti i pedofili e come vittime i bambini, e nel susseguirsi delle indagini emerge prevalentemente che gli autori di queste amenità sono conoscenti, amici o peggio ancora familiari, anche se esiste un pericolo per i nostri bimbi in quei luoghi comuni come la scuola, i parchi giochi o in tutti quei posti in cui il bambino puo’ essere avvicinato da persone sconosciute e con una scusa ingannato e spinto a fidarsi

In pratica non esiste un “segno di riconoscimento” per un pedofilo, e non è rappresentato come un vecchio guardone sbavoso che si nasconde dietro i cespugli per prendere di sorpresa ed aggredire le sue vittime, anzi molto spesso è una persona distinta, colta rispettata e insospettabile, stimata dalla comunità in cui vive e di questo ne fa la sua arma più forte, sfruttandola al meglio per avvicinarsi senza destare sospetti ai bambini, conosce bene le nostre abitudini, i nostri figli e i loro gusti, dalle caramelle che preferiscono ai giochi che amano.

Non è strano che nessun bambino sia riuscito a sottrarsi alle grinfie del pedofilo?, forse per una certa quantità di eventi è dovuta certamente alla differenza fisica, non è difficile avere la meglio su un bambino, ma bisogna tener presente anche un altro aspetto, il bambino non fugge da chi conosce, parenti o amici che siano.
Molto spesso diciamo ai nostri figli di “non prendere caramelle dagli sconosciuti”, che equivale a dirgli “non fidarti degli sconosciuti” che il bambino interiorizza e semplifica il concetto con un “fidati di chi conosci”

Va ricordato inoltre che piccoli gruppi organizzati di militanti molestatori di bambini operano nel mondo attraverso associazioni pedofile, i cui membri si riparano sotto una maschera di genuina premura per la loro salute, alcuni di loro sostengono addirittura che le relazioni sessuali siano salutari per i bambini, ma il vero obiettivo di queste associazioni è quello di decriminalizzare la molestia infantile e abbassare la maggiore età.
Il numero effettivo dei membri di queste associazioni è sconosciuto, per ora sappiamo solo che la Rene Guyon Society, elencata nella Gale Encyclopedia of Associations, denuncia cinque mila membri, le altre principali associazioni pedofile sono NAMBLA (North American Man-Boy Love Association) e PAN (Pedophile Alert Network) in Olanda. I membri di queste associazioni ricevono ogni mese riviste e newsletter che includono sezioni dedicate alle tecniche di seduzione e che consigliano come evitare le persecuzioni governative.

Oltre a incontrarsi in conferenze e convegni, alcuni molestatori utilizzano Internet come luogo virtuale in cui scambiarsi metodi, esperienze, descrizioni e fotografie. Si pensa che la natura anonima della comunicazione via rete stia rapidamente sostituendo la newsletter stampata.
Tendenzialmente il pedofilo medio non appartiene a nessuna organizzazione. Ma non si può non prendere sul serio qualsiasi gruppo i cui membri siano compromessi da attività illegali con i bambini. Infatti, i pedofili sono spesso difficilmente individuabili e possono essere trovati nel luogo più impensabile.

Motivo in più, questo, per stare sempre in guardia.


Alexsandra Space

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Cos’è la Pedofilia

2 maggio 2009

Premessa

Per affrontare il fenomeno della pedofilia è necessario innanzi tutto collocarlo come fenomeno sociale, clinico e criminologico, senza trascurare al tempo stesso le diverse mutazioni che la pedofilia ha subito negli ultimi decenni, come la pedofilia in rete, il turismo sessuale e la pedofilia all’interno delle sette sataniche.

Questa premessa è importante per poi affrontare il fenomeno sotto il profilo giuridico, mettendo in luce i vari interventi internazionali nell’ambito della tutela dei minori, e in seguito esporre il materiale raccolto dal nostro staff rappresentato da consigli e accorgimenti tecnici rilasciati dagli esperti che seguono da vicino il problema per contenerlo e cercare di arginarlo

La pedofilia è uno dei mali che maggiormente si sono diffusi nell’era moderna, un male in attesa di vittime che ha già tristemente raggiunto fin troppa “notorietà”, nella nostra società, inoltre mi sembra che stia prevalendo un atteggiamento atto a ripudiare il problema e in parte ad eliminarlo dai nostri discorsi o riflessioni quotidiane.
Di certo chi vi scrive non ha la soluzione al problema, ne tanto meno vuole avere l’ambizione di esserlo, ma posso almeno cercare di far riflettere in veste sociale, umana su questo dramma. Questa non vuole essere l’ennesima manifestazione retorica, seppur su un problema “nobile”, atta a schierarsi contro la pedo-pornografia, come fine a stessa, ma una presa di posizione chiara, netta e concreta sul contenimento del problema o perlomeno ad una riduzione dello stesso.

Affronteremo Il problema e forniremo informazioni dettagliate e gli strumenti necessari per il suo contenimento nella forma espressa Online nel mondo virtuale di Internet, tutto questo sarà frutto del Know Houw che esperti dei vari settori aggregatisi al nostro staff metteranno a disposizione di tutti.

Pedofilia : Definizione

Il termine pedofilia deriva dal greco pais che significa fanciullo, e philìa amore, e rappresenta una tendenza naturale dell’adulto verso il fanciullo espressa sotto forma educativa o pedagogica. In realtà però da quando il termine pedofilia è entrato nella lingua italiana, nel 1935 essa è considerata come attrazione sessuale dell’adulto verso i bambini in età pubere o in età pre-pubere (generalmente inferiore ai 13 anni).

Gli abusi sessuali sui minori sono sempre esistiti, in qualunque società umana e in ogni epoca, non è un fenomeno imputabile alla cosiddetta “società complessa” e soprattutto non è frutto della modernità. Quello che c’è di diverso rispetto al passato è che oggi è di pubblico dominio, sia dal lato della denuncia che della consapevolezza delle violenze sessuali sui minori, anche se nonostante ciò esiste ancora molta reticenza e omertà sul problema, basta solo pensare alle violenze perpetrate tra le mura domestiche che non vengono (o poco) mai denunciate.
Per comprendere la pedofilia dobbiamo inscriverla all’interno della cultura e della società di riferimento, notando in questo modo, come tale comportamento assuma un diverso significato a seconda dei luoghi e dei periodo storici.

Nonostante che il problema avesse radici ben più remote, è solo negli anni settanta che troviamo una prima definizione di pedofilia.
Il comportamento pedofilo fu definito come la risposta dell’adulto all’amore che rivolgeva ad un “oggetto” esclusivo, preferenziale oppure occasionale come poteva essere considerato l’amore rivolto ai bambini, ai soggetti sessualmente immaturi, giovanissimi, prepuberi o appena puberi, o ancora come “persone proprie o dell’altro sesso non ancora genitalmente mature”.

Il primo a collegare la pedofilia alla patologia fu lo psichiatra svizzero Auguste Forel che, nel 1905, parlò, a riguardo, di “passione sessuale”, e pur essendo un comportamento noto fin dall’antichità, è in questo momento storico che assume il significato di malattia.

Assunse così la definìzione di“una perversione in cui una persona si sente eroticamente attratta da bambini di entrambi i sessi” e più recentemente, il DSM IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) ne ha fornito una definizione più chiara inserendola nell’ambito delle parafilie, termine che esprime un disturbo dell’eccitazione sessuale che, in questo caso, è reso possibile soltanto da stimoli particolari considerati sessualmente anomali dalla società.

Le caratteristiche essenziali delle parafilie sono infatti rappresentate da fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti che in generale riguardano oggetti inanimati, situazioni particolari o atipiche, la sofferenza, l’umiliazione di se stessi o del patner, persone non consenzienti o, nel caso specifico, bambini, perché si possa parlare di pedofilia, il coinvolgimento sessuale deve avvenire, per un periodo superiore ai sei mesi, con bambini pre-puberi (di tredici anni o più piccoli), e il soggetto autore deve avere almeno sedici anni di età e deve essere di almeno cinque anni maggiore del bambino.

La pedofilia, come dimostrano le più recenti cronache, è praticata da individui con caratteristiche diverse: anziani, adulti e giovani, incolti ma anche colti, omosessuali ma anche eterosessuali, sconosciuti ma anche, anzi soprattutto, familiari o parenti, uomini generalmente, ma qualche volta anche donne. Non esiste una tipologia del pedofilo così come non esiste un unico tipo di pedofilo

la pedofilia è un tratto multifattoriale in cui entrano in gioco aspetti mentali, istituzionali, di attività, di educazione sessuale, di violenza, di controllo delle pulsioni. esistono però fattori che potremmo definire facilitanti, senza però essere determinanti:

  • l’essere stati violentati oppure trattati con crudeltà durante l’infanzia, in particolare dai propri genitori (per vincere l’angoscia di essere in balia di una persona che umilia e abusa, un bambino può prendere a modello il proprio oppressore e desiderare di avere il suo potere; questa “identificazione con l’aggressore” lo porterà in seguito ad adottare lo stesso tipo di comportamenti questa volta, però, da una posizione di forza)
  • l’essere stati bambini isolati che si sono sentiti esclusi dagli altri bambini e adolescenti che hanno invidiato la vitalità dei loro coetanei (da adulti possono tentare di possedere e di catturare quegli stessi bambini di cui hanno ammirato e invidiato la vitalità);
  • l’aver vissuto in ambienti familiari disgregati;l’aver assistito ad azioni violente e distruttive su familiari senza aver avuto la possibilità di intervenire a migliorare la situazione

Secondo molti psicologi e psichiatri i pedofili avrebbero una personalità immatura, problemi di relazione o sensi di inferiorità che non consentono loro di reggere un rapporto amoroso adulto, “alla pari”: individui con disturbi narcisistici e fragile stima di sé si focalizzano sui bambini perché possono controllarli e dominarli e con loro non provano sentimenti di inadeguatezza.

Ma ci sono anche altre componenti, come il gusto della trasgressione e della sfida alla morale, il piacere del superamento dei confini del lecito, questo è presente in chi frequenta siti pedofili o si procura cassette porno-sadiche, o anche la curiosità per esperienze estreme, intese come diritto di cui godere, una forma di libertà individuale da perseguire.

La maggior parte dei pedofili cerca di non maltrattare i bambini che riesce ad avvicinare, sia per l’attrazione che provano, sia perché non sono animati da impulsi malevoli e sia perché cercano di evitare che essi possano parlare, lamentarsi o fare la spia. Ci sono, però anche altri tipi di pedofili meno “buoni”: sono quelli che praticano il cosiddetto pedosadismo. In questi casi, quasi sempre riguardanti individui privi di senso morale, spesso affetti da disturbi mentali e cresciuti in un clima di degrado ambientale e/o psicolgico, l’attrazione per i bambini è associata a forme di sadismo più o meno spinto che possono portare anche all’uccisione della vittima.

Secondo diversi psicanalisti bisogna sottolineare che c’è una chiara e netta distinzione tra questa patologia, definita pedofobia, e la pedofilia vera e propria, per quanto distorta, deviata, patologica, l’attrazione che il “vero” pedofilo prova per il bambino, non è solo sessuale è a suo modo, una forma d’amore in cui c’è affetto, tenerezza, comprensione anche se l’incapacità dell’adulto di contenere le pulsioni sessuali può rappresentare, per il bambino, un grosso rischio psicofisico.

Nei comportamenti sadici che hanno per oggetto bambini invece, il desiderio d’amore, viene sostituito da una spinta di morte, questi sono definiti i “falsi” pedofili, infatti, non provano alcun sentimento per il bambino che vedono solo come oggetto erotico. Per questo l’abuso può degenerare in crudeltà e violenza, fino a provocare la morte della piccola vittima.

Stando a queste considerazioni, si potrebbe sostenere che, quella che si sta diffondendo oggi attraverso la rete sotto forma di immagini cruente di necrofilia e tortura nei confronti di bambini, non sia la “vera” pedofilia, che è sempre esistita trasformando il bambino in un oggetto non solo di desiderio sessuale ma anche d’amore, bensì una “falsa” pedofilia.

fonte: Alexsandra Space

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La nascita di Trilogy

1 maggio 2009

– Trittico!…
– Ma trittico…. – disse uno.
–…. vuol dire…. – continuò un altro.
– …. tre facce…. – aggiunse un terzo.
– …. che si spiegano…. – completò un quarto. ( bannato, perchè era di troppo) XD

La discussione si accese vivacissima; fummo tutti d’accordo sull’improprietà della parola; bisognava battezzare le tre opere.

( Alex , Tiziano e Fabiana )
Così nacque Trilogy

Trilogy

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